Home / Articoli / Casa di riposo pagata dal comune: come agire se pensi di aver pagato ingiustamente







Casa di riposo pagata dal comune: cosa fare se pensi che ti sia stata addebitata una retta ingiustamente?

L’art. 25 della legge 328/2000 ha dato piena attuazione alla normativa ISEE che garantisce l’assistenza (quasi) gratuita per i soggetti piu’ deboli in caso di ricovero in case di riposo, o “Residenze sanitarie assistenziali” (Rsa). Si sono però verificati casi di prassi illegittime di moltissimi comuni d’Italia che, a fronte di ricoveri di soggetti anziani non autosufficienti o disabili gravi, calcolano la quota delle rette casa di riposo a carico dell’utente non solo sulla base del suo reddito, come prevede la legge, ma anche del reddito dei suoi familiari, a cui poi viene richiesto il pagamento. Una prassi che spesso mette in ginocchio famiglie intere, costrette a pagare cifre esorbitanti.

La legge ISEE prevedrebbe, infatti, che le rette di ricovero in Rsa siano pagate per il 50% dal SSN e per il restante 50% dai Comuni con l’eventuale compartecipazione dell’utente. Ciò non accade in molti comuni d’Italia.

Le stesse istituzioni, poi, consentono con apposite convenzioni, alle Rsa di operare con propri contratti di fideiussione che vengono imposti e fatti sottoscrivere ai parenti degli assistiti, al momento del loro ingresso in struttura. Riteniamo che questi “contratti” siano nulli, annullabili e in frode alla legge.

Alcune regioni, poi, sono ricorse ai ripari, approvando leggi che derogano al quadro normativo in favore delle casse dei comuni e delle ASL, scaricando sull’utenza e sui parenti i costi delle prestazioni di ricovero in Rsa. E’ il caso della legge regionale Toscana n. 66/2008 e della legge regionale del Veneto.

COME DIFENDERSI – Per il passato, sarà necessario richiedere il rimborso di quanto pagato ingiustamente. Una richiesta che può essere fatta a tutti quei Comuni d’Italia che violano la legge.

Qualora dovesse giungere una nuova determinazione della retta, ci sono 60 giorni di tempo per impugnare il provvedimento davanti al TAR della propria Regione di residenza.

Non solo. Nel richiedere obbligatoriamente la documentazione economica ai parenti dell’utente, l’Amministrazione viola apertamente il diritto alla Privacy. Nel caso, consigliamo di consegnare la documentazione evitando che si blocchi il procedimento amministrativo di inserimento in Rsa, e solo poi ricorrere al Garante della Privacy affinché’ sanzioni la violazione.


 


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